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martedì 8 settembre 2015

DUE PAROLE CON...MARCO BENVENUTI

IL LOGO DELL'AZIENDA CO-FONDATA DA MARCO BENVENUTI
Oggi vi vogliamo parlare (lo hanno fatto molto i giornali locali, soprattutto La Nazione) attraverso una chiacchierata la storia di Marco Benvenuti emigrante di successo negli Stati Uniti e co-fondatore di "Duetto", società che gestisce l'ottimizzazione del profitto negli hotel.

Com'è partita la tua avventura con Duetto?

Sono arrivato a Las Vegas per un grande sogno: vivere in America. Volevo studiare ma non sapevo quale poteva essere il mio percorso. A University of Nevada Las Vegas, l'ateneo locale, mi consigliarono di indirizzarmi verso il turismo, che come si sa è la principale industri della città. Scelsi hotel administration e così feci. Dopo gli studi ho avuto diverse esperienza in grandi aziende dedicate al turismo, come Expedia. Ma poi il desiderio era quello di creare qualcosa di mio. Così, con un collega con cui avevo lavorato al Wynn-Encore, uno dei grandi casino di Vegas, decidemmo di fondare la Duetto, anche insieme ad un altro co-fondatore, Craig Weissman.

Insieme ai tuoi co-fondatori vi aspettavate tutto questo successo?

Diventare leader nell'ottimizzazione del profitto degli hotel era il grande obbiettivo, ma è stato anche un grande salto verso l'ignoto, visto che ci siamo licenziati dai nostri impieghi. E' chiaro che negli USA il mercato del lavoro è più fluido, se chiudi un rapporti di lavoro ne puoi con buona probabilità aprire un altro pochi giorni dopo. Ma qui si trattava di mettere la faccia in un'idea nostra. La determinazione comunque era tanta, così come lo studio delle dinamiche turistico-alberghiere, nel quale ci siamo molto applicati. Ce l'abbiamo insomma messa tutta.

In Italia ed in particolare a Livorno, secondo te, ti sarebbe riuscito creare un'azienda simile?

Molto difficilmente. Fare impresa in Italia è arduo per tante difficoltà che un giovane deve affrontare. Ma la grande differenza sono gli investimenti. In questi anni abbiamo avuto sessanta milioni di dollari da investitori del venture capital, ovvero i grandi capitali di rischio che vengono messi in buone idee imprenditoriali. C'è chi ha creduto in noi senza conoscerci minimamente. Non penso che in Italia, Paese dove le conoscenza e gli ammanigliamenti contano ancora molto, questo sia possibile.

Cosa ti manca di Livorno?

Alcune cose concrete, che ci sono ancora, come il mare e il Cinque e Cinque. Poi ci sono altre cose che mancano ma sono di altri tempi. Come le domeniche trascorse al Palallende a vedere la pallacanestro.

Secondo te un ragazzo può avere successo, oggi come oggi, rimanendo in Italia o a Livorno?

Difficile dirlo perché credo che ognuno abbia la sua storia. E' certo che almeno da quello che leggo da qui sembra che sia quasi impossibile fare una bella carriera rimanendo in Italia e soprattutto a Livorno.

Che mi dici del detto "meglio disoccupato ad Antignano che ingegnere a Milano"?

E' un detto che mi trova molto d'accordo (ma sempre che il sussidio di disoccupazione sia abbastanza per vivere). Per quanto riguarda Milano, non ci vivrei mai.

Prossimi obiettivi con Duetto?

Vogliamo applicare il nostro software non solo agli hotel, ma anche ai casino e ai resort. Il software permette ad esempio a un hotel di dare un prezzo alle camere in modo di ottimizzare il profitto. Evitando quindi le perdite che derivano da camere rimaste invendute. Il tutto grazie a una serie di informazioni (dal meteo nella zona a quali concerti ci sono in città) che dicono all'hotel stesso che prezzi praticare. Già molte catene alberghiere hanno adottato il software, ora è il momento di sbarcare nel mondo dei casino e dei resort appunto, sempre con lo stesso principio.

Sempre rimanendo nel locale, un appello agli amministratori locali di Livorno per la rilanciare la città ed un appello ai tuoi vecchi concittadini?

Una cosa è certa: Livorno e provincia dovrebbero esser un polo per il turismo mondiale. Questo lo sappiamo, lo hanno detto tutti. Non servono però nuovi eventi. Serve creare ciò che manca: ovvero la professionalità nell'accogliere e il saper gestire davvero una struttura turistica, pensando anche la marketing, al raggiungere il giusto pubblico. Il problema sta nel cittadino livornese. Che vuole essere servito e riverito ma non vuole servire. Difficile dunque che una vera industria del turismo, seria e preparata, professionale, possa spiccare il volo. Mi faccio una domanda: perché a Livorno non c'è un'università come quella dove ho studiato io, University of Nevada Las Vegas, con specializzazione in gestione del turismo? Ci siamo mai chiesti come mai l'Hotel Palazzo, un fiore all'occhiello del turismo in città, è gestito da una società spagnola?

Un grazie mille a Marco Benvenuti per la sua cortesia.

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